Visita guidata a Ca' Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano
Grazie alla collaborazione tra MUVE e Associazione Piazza San Marco, lunedì 29 giugno è stata organizzata una visita guidata a Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, uno dei luoghi più affascinanti della città.
Affacciato sul Canal Grande, il museo custodisce importanti dipinti e affreschi del Settecento veneziano, con opere di Tiepolo, Rosalba Carriera, Pietro Longhi, Guardi e Canaletto. Accanto ai capolavori pittorici, le sale espongono arredi, sculture, ceramiche e oggetti d’arte che restituiscono il gusto, la ricchezza e la raffinatezza della Venezia del XVIII secolo.
La visita è stata particolarmente apprezzata dai soci, che hanno potuto scoprire non solo un palazzo unico dal punto di vista architettonico, ma anche una collezione di straordinaria qualità. Tra gli elementi più ammirati, le ceramiche cinesi, i fastosi arredi in legno di ebano e bosso realizzati da Andrea Brustolon — tra i più grandi scultori in legno del Barocco, definito da Honoré de Balzac il “Michelangelo del legno” — e i ritratti di Rosalba Carriera, artista italiana tra le più celebri in Europa nel corso del Settecento.
Il palazzo che oggi ospita il Museo del Settecento Veneziano fu costruito per volontà della famiglia Bon, esponente dell’antica nobiltà veneziana. Alla metà del Seicento, i Bon affidarono il progetto a Baldassarre Longhena, il più celebre architetto veneziano del tempo. L’ambizioso cantiere si rivelò tuttavia troppo oneroso per la famiglia: alla morte di Longhena, nel 1682, il palazzo non era ancora terminato e, poco dopo, i lavori vennero interrotti, lasciando l’edificio incompiuto. Nel 1750 Giambattista Rezzonico, appartenente a una famiglia di recente nobiltà, acquisita nel 1687 attraverso un ingente esborso di denaro, acquistò il palazzo e affidò il completamento dei lavori a Giorgio Massari, tra gli architetti più richiesti dell’epoca. Fu proprio la famiglia Rezzonico a dare il nome all’edificio. I lavori furono conclusi in soli sei anni, in tempo per celebrare l’ascesa sociale della famiglia, culminata nel 1758 con l’elezione al soglio pontificio di Carlo Rezzonico, figlio di Giambattista, con il nome di Clemente XIII.